martedì 9 luglio 2013

Torta scacchiera per un bi-compleanno

I compleanni dovrebbero essere un'occasione di gaudio, di comunanza e di simpatico ritrovarsi tra amici e/o parenti, ma qualche volta diventano anche un'ansia, e non certo per colpa dei festeggiati, ovviamente.
Quando ti dicono: "Allora alla torta ci pensi tu?" ti senti investito di un compito quasi sacrale, visto che la torta diventa il fulcro della festa, il momento clou dove si brinda e si augurano allo sciagurato di turno tanti e tanti anni a seguire come quelli appena passati.
E spesso non vediamo nemmeno (o facciamo finta di ignorare) i segni di scongiuro che questi fa di nascosto con un sorriso finto quanto quello del Signor B. stampato sulle labbra...
Chi prepara una torta non dovrebbe essere mai banale, né ripetitivo, altrimenti è come scrivere gli auguri su un biglietto già disegnato che aspetta solo la nostra firma.
Bisogna metterci qualcosa di sé.
Qualche volta, anzi spesso, ho disegnato i biglietti d'auguri per i compleanni e le ricorrenze importanti, e in ognuno c'era il festeggiato caricaturato, preso in qualche scenetta umoristica da fumetto, con riferimenti puntuali alle cose successe nell'ultimo periodo.
È stato divertente, anche perché questo si accompagnava a una torta fatta in casa, del tipo preferito da chi avrebbe poi spento le candeline.
Poi ho unito il biglietto personalizzato alla torta, e allora ho provato a fare delle decorazioni che ricordassero particolari o preferenze dei festeggiati.
Il clou è stato la torta degli spasimanti, credo...
Questa qui, invece, è diventata un problema non tanto progetturale ma logistico, e di mobilità...
Doveva viaggiare per 90 chilometri, subire scossoni e, non plus ultra, non patire il caldo dell'estate.


Come fare?In primis, niente creme e niente panne.
Il botulino lasciamolo pure nei labionatanti delle vippese attempate (e non solo, ahiloro...)
Come farcitura quindi è bastata una buona marmellata chiara (albicocche o arance).
La torta è stata poi composta in loco, aggiungendo tutti gli oggettini una volta che non avesse rischiato più altri terremoti.
Il problema del cake-design (come lo si chiama oggi) non sta nel progetto e nella realizzazione di quei capolavori che vediamo in Rete e che ci chiediamo ogi volta: "Ma come c...o fanno?..."
Non sta nella manualità o nella realizzazione di creme e basi che non siano di polistirolo come quelle usate dagli anglosassoni.
No, il problema vero sta nel trasporto! Quando componi un ambaradam del genere la prima cosa che ti chiedi non è :"Piacerà al festeggiato?" ma: "Arriverà sana e salva a destinazione?"
E non bastano tutti gli scongiuri e i gesti scaramantici a evitare un rovinoso crollo o lo scioglimento delle coperture per effetto del sole. Un'ansia, insomma...
Ma con molta calma, pazienza e l'aiuto di qualcuno che ci tenga la porta ce la possiamo anche fare!


Si capisce che uno dei festeggiati è un farmacista?
Pillole, termometro e caduceo del Sor Ermete che s'è scomposto e i due serpenti ne approfittano per pomiciare...
Ed è palese che l'altro festeggiato, per le sue osservazioni cinico-pessimistiche veniva spesso accostato alla figura di un gufo?
A torto, eh? Per il gufo, ovviamente.

Le torte a due o più piani sono sempre una scommessa, visto che amo usare tipi di base in sé non troppo corpose. 
La spugnosità del Pandispagna dà al dolce una gradevolezza che le torte americane non hanno ma, di contro, essendo più cedevole, non lo si può bagnare farcire troppo pena il crollo di tutto il sacro ciborio.


Be', fare una torre di torte sembra un'impresa, ma ce la si può fare.
In primo luogo sulla torta di base vanno messi, come per una palafitta, delle cannucce, quelle da bibita, tagliate a livello della superficie. Questi sostegni permettono al peso della torta superiore di distribuirsi.
Questa, poggiata su un dischetto di cartoncino distribuirà il peso sulle cannucce senza affondare.
È lo stesso principio degli sci: con gli stivali affondi nella neve fino al collo mentre su un supporto ampio si riesce a rimanere a galla e anche a scivolare. Eccome!
Che genialata, eh?

Qui si vede il Pandispagna a scacchiera, che ho scelto proprio perché, dovendo evitate farciture deteriorabili, volevo dare qualcosa in più di un semplice Pandispagna.È un'opera un pochino laboriosa, se fatta a mano, ma è fattibile e di sicuro effetto.


Si preparano due Pandispagna, uno bianco e uno al cacao; quindi, aiutandosi con delle sagome di cartone, si ritagliano con un coltellino a seghetto le sezioni ad anello.
Piano, senza sbriciolare il tutto.
Per ogni Pandispagna di diametro medio (i 24-26 cm degli stampi abituali) si possono avere tre anelli: centro, medio ed esterno.
Quindi si ricompongono i due Pandispagna scambiandone le sezioni.
Si prendono quindi gli anelli di quello bianco e si scambiano con quelli del Pandispagna al cacao.
Così:


Il secondo strato vedrà il disco esterno di colore inverso a quello inferiore e, impilandoli, si creerà un gradevole effetto a scacchiera.


Tra i due strati di Pds, per aiutarli a tenersi insieme, è meglio una marmellata chiara, così come la bagna, così da non alterare troppo i colori delle torte.

 
Questa è, invece, in assoluto la mia prima torta decorata:


A posteriori non la farcirei con nutella e mascarpone, e mica per  ragioni dietetiche, macché.
Il fatto è che le farciture classiche, per questo tipo di torta proprio non vanno bene.
Si vedono troppo e rovinano il risultato estetico.
Di fronte al quale, lo so già, si potrebbe obbiettare con un: "E sti cavoli?", ma per un compleanno è meglio optare per un'altra soluzione.

Detto romano del giorno
Anche le mejo bravure der coco finischeno in quer loco.

Anche i migliori manicaretti del cuoco finiscono
poi in quel posto…
Oggi ascoltiamo
Patty Smith - Because the night

http://www.youtube.com/watch?v=M2PzvX2Ipvg

6 commenti:

  1. ma una cosa ad un piano ed ad un colore solo di pan di spagna era troppo facile vero? :D

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  2. Sì sì, troppo facile, troppo semplice e facilissimo. Non si può, non si può. Che dirà la ggente?...
    ;-)

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  3. Sì sì, è la sindrome da Tina Pica! Ah Ah

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  4. iomilanese-laura9 luglio 2013 21:39

    ma tra gli ingredienti, Riccardo, ti sei dimenticato di aggiungere amicizia, affetto, amore? Perché con quelli e solo con quelli si raggiungono questi risultati Come la tua amica nella vasca. Imperdibile. Una volta, in pasticceria, stavano servendo la giovane rampante prima di me. " vorrei una torta venuta un po' storta o un po' bruciacchiata" . La richiesta, ovvio, ha buttato per terra la commessa che con garbo, le ha chiesto di ripeterla. "Sì, sì,ha confermato con stizza. Stasera a cena vengono i miei suoceri e faccio finta di aver fatto anche la torta, ma non ne ho prorpio voglia". Ecco. E' uscita con una torta bella e un po' finta, poi non so se ci ha camminato su con i suoi tacchi 14 per raggiungere la sua bassezza.! Io, per la cronaca stavo comperando gli ungheresi! notte notte lau

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  5. Ah ah ah, ti prego!!! Se avessi i soldi metterei su una pasticceria per simulatori di torte fatte in casa... Secondo me farei soldi a palate. "Bene, bene, vedo che quella Sacher è piena di sbaffature di glassa. Ottimo, sembra fatta da me: la predo!" e vai col tango! Ma le vedi tutte tu, eh? Avvertimi la prossima mail, che indosso il pannolone, ché ne avrò bisogno!... ;-)

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