lunedì 14 ottobre 2013

Cestini di carasau, fichi e formaggio o...

- No, senti, Leppagorre, io non ce la faccio a muovermi, se vuoi vai avanti tu.
- Certo che a mangiare quella roba strana... com'è che si chiama?...
- Insalata, si chiama insalata. Spirito di patata!
- Che non ci starebbe niente male, direi. Io non so più che fare con te. Mi stai portando in giro come un turista, come se già non conoscessi Roma da 235 anni. Guarda che anche noi gattodemoni ci stanchiamo, sai?
- Eh, dillo a me!
- E poi a forza di insalata e yogurt mi stai diventando un sacco vuoto. Dimagrissi, almeno...
- Ah, guarda, non me lo dire! Se tra una settimana non calo almeno un chilo mi affogo in un barattolo di miele!
- Giusto, e con due etti di noci sbriciolate dentro! E che è 'sta privazione così, per niente?
- Parli disinteressatamente, vero?
- Sempre!
- Ohi, ohi, non ce la faccio più. Fammi sedere un attimo qui... Cos'è laggiù?
- Là? Niente...
- Come niente, c'è tutta gente che fotografa e mormora qualcosa... Cos'è quel quadro? Non l'avevo mai visto qui.
- Ma niente cosa vuoi che sia, magari un altro solito paesaggio di lagune e tramonti o una babbiona rinascimentale con suo bestiolo domestico. Che vuoi che sia... Anzi, vieni qui, c'è la sala delle sculture di un artista che fu amico mio e che è...
- Ma io quel quadro... lo conosco, eppure. Maledetta miopia. Fammi vedere cos'è laggiù.
- Ma dài, che sarà mai! Sarà il solito pittore di corte che ha ritratto la sua amante di turno e che...


- Babbiona rinascimentale, eh? Amante di turno, eh? Tu non ne sai niente, vero?
- Me possino cecà!
- Annamo bbene: il gatto cieco... e la volpe zoppa! Andiamo a farci qualcosa, va. Sennó la prossima volta mi distruggi il Colosseo, tu!
- Io? Non so nemmeno dove sta di casa...
- Sì, sì, fai lo gnorri va. Facile che me lo ritrovo con le tende da sole!
- Oh!... Eh... Be', quelle che aveva erano così rovinate che ho pensato...
- Maledetto! Vieni qui, che ti scortico! E pelo per pelo!
 - Ahia! E lasciami! Ci guardano!
- No, MI guardano, e non m'importa niente! Becca qui!
- Ahi! Ahia! Ohu!...

Giornate faticose, e chi dovrebbe darti un minimo di sostegno o che almeno non dovrebbe intralciarti sta lì a farti lo sgambetto. Ma si può?
Qui ci vuole qualcosa di appetitoso, che ci possa fare pranzo, o magari merenda... massì anche cena, va.
Le dosi sono molto, molto arbitrarie, erano tutte cose che avevo già bell'e pronte in casa, quindi pazienza.
Servono comunque almeno due fogli di pane carasau,
quattro o cinque fichi da ultima spiaggia,
un etto di pecorino sardo tagliato a fettine sottili,
una manciata di prugne, e considerando le mie mani... un paio d'etti e più,
Credo sia superfluo aggiungere che si può usare, come ogni ripieno "a scorza neutra" qualsiasi cosa ci passi per la mente, come per la pizza, la pasta...
- Allora anche fegatini e prugne!
- Pussa via! T'avevo messo in castigo, no? Stasera niente cena!
- Tanto me la magno da te...
- Oh, insomma!
Si prende il pane carasau e lo si immerge per un minuto in acqua, poi lo si scola e lo si lascia ammorbidire su un piano.
Con questo foglio di pane andremo a rivestire degli stampini d'alluminio leggermente oliati, lasciando i lembi del foglio di pane un po' abbondanti.

Sul fondo di ognuno di questi aggiungere un pezzetto di pane per formare una base un po' più resistente, visto che potrebbe ammorbidirsi troppo col ripieno.
Una volta pronte le scorze mondare i fichi senza togliere la buccia,  basta lavarli bene e togliere il "piticozzo", cioè il picciolo, quindi tagliarli in due.
Adagiare la metà di ogni fico sul fondo dei cestini, poggiati dalla parte della buccia, farcire con una fettina di pecorino sardo e coprire con l'altra metà del fico. Quindi richiudere il pane a sacchettino e bagnare la superficie con una goccia d'olio, magari passandola con un cucchiaino, per non esagerare.
Passare in forno caldo per una ventina di minuti e poi sfornare. Servirli non troppo caldi.

- E le prugne?...
- Ah, giusto! Vedi che mi fai rimbambire?
- Sì, perché già di tuo...
- Cos'è che hai detto?
- Niente, cercavo le prugne...
Con le prugne stessa solfa, solo vanno tagliate a fettine non troppo sottili, alternandole al pecorino sardo.
Volendo, prima di richiudere il sacchettino una goccia di miele... io non ho detto niente, eh?


Ovvio che si possono farcire con carciofi (o cipolle o zucchine o zucca o peperoni o...) stufati e formaggio, oppure con fegatini (piano, che sennó mi sente...) trifolati, e sappiamo come, o con tutto quello che la fantasia suggerisca e istighi.
Magari anche una versione semidolce con mele, uvette e... Oh, basta!


E come diceva il prode Massimo: "Al mio via scatenate l'inferno!"

Detto latino del giorno
Parva saepe scintilla magnum excitavit incendium

Spesso una piccola scintilla ha innescato un grande incendio


Oggi ascoltiamo
Hans Zimmer e Lisa Gerrard - Now we are free 

http://www.youtube.com/watch?v=vHAvjaHtlMA

P.S.
Aaarghhh!!!...

4 commenti:

  1. Risposte
    1. SSSSSSSSSSSSSSSììììììììììììììììì

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  2. scusi signora maestra, qui c'è la giustifica perché non sono proprio, proprio pronta. No, non mi sono ammalata io, il pc ha avuto un coccolone. Anzi a dirla tutta, è proprio morto! Quindi? Quindi sarò un po' affrettata. E commento treinuno. Beh come dire paghitreeportiviamezzo! Allora le uova centenarie mi intrigano parecchio, ma ci vuole la compagnia giusta perché se le stai incontrando per la prima volta con qualcuno che si crea un paravento con il tovagliolo...non è il massimo. Lo yogurt, beh. lo yogurt è proprio mio. Anche per me negli Anni Ottanta c'è stata l'esperienza me lo preparo con i vermetti e quando dici " diffuso l'uso della "madre", quel complesso gelatinoso che richiedeva continue cure", mi sono venuti i brividi nella schiena. Bastava una serata, ehm vaporosa, e ci si ritrovava con una massa cartacea e con i bordi marroncini che dell'ipotesi centenaria non contemplava proprio la mia presenza. Quindi cure assidue alla madre, ma che è il mio karma?, non è partita mia. Mi piace "quasi" tutto. Non sopporto quelli alla frutta perché tra i conservanti c'è sempre una quantità di zucchero insopportabile. Però aggiungo frutta fresca e secca a pezzi a coppone giganti. Ma mi piace anche con il salato. Mai provato la salsa tonnata senza maionese ma con lo yogurt? Merita! E po c'è lo tzaztichi. Che solo a pronunciare la parola mi sento abbronzata! Una volta di ritorno da una vacanza in grecia in moto, ho dovuto portare il casco a farsi rifoderare perché si era talmente impregnato di quel profumo da essere inutilizzabile. E quando voglio proprio strafare mi centellino quello greco " in purezza", ma quanto odio questa espressione, Mi devo impegnare e trovarne un'altra., Ah ecco "nature". Anzi al naturale, ecco! Proverò con i sistma sciarparossa,E poi ti racconterò I cestini sono una vera favola. Nel senso di cappuccetto rosso. Poi mi è simpatico il carasau. E' un tipo adattabile. Accompagna, tenendosi un po' in disparte. Si traveste da lasagna, diventa cannellone, e la volta che vuole fare il modaiolo diventa "aumonière!, sì, sì," fagottino" nel quale nascondere di tutto , come dici tu, amico chef. Una vita fa li ho preparati tutti diversi e senza segnali identificatori, un po' vuotafrigo, A tavola è stato divertente, ciascuno sosteneva che il proprio fosse il migliore, ops, er mejo. Adesso basta, eh, ciao buona serata.lau

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  3. Ahi, ahi ahi, lau, qui mi sa che la giustifica non basta proprio, eh?
    Fai un po' vedere!
    Mh... un giorno il pc, l'altro la macchina... poi la manifestazione per la salvaguardia delle foche laiche, poi il calorifero che fa filotto, poi...
    Oh, ma la questo blog non è un mica un albergo, eh?
    Guarda: hai consumato tutto il libretto delle giustifica! E adesso?
    La prossima volta vieni accompagnata da... ehm, scherzavo... dài... ih, ih...non avrai mica creduto davvero che...
    Ma che fai? Me la aizzi?
    O povero me!... povero me!... La finestra! La finestra!...

    Ecco, vedi che succede quando vado in crisi d'astinenza da "laugermina"?
    Mi scendono i minerali da tutte le membra, mi faccio floscio (con la "L", maliziosa!) e senza forze, mi abbandono a un angoletto di triste e solitaria negazione di me e resto lì, in stand-by come una stampante che non ha più nulla da dire. Ecco!
    Allora, mia dorata - papà mio diceva sempre "dorata" per dire adorata; forse nel suo lessico elementare già sentiva un affronto per una persona amata e stimata l'uso di quella "a-" privativa, chissà... - ti dirò che, in effetti:
    - Le uova centenarie possono risultare ostili e provocare sintomi di rigetto. In tutti i sensi. Quindi te le risparmierei, e anzi mi concentrerei di più sulle diverse varietà di ciauscolo che l'intero arco di stagionatura ci propone. Magari su fetta di pane toscano e poggiato sulla graticola e... Fermo, fermo!
    Vedi? Basta poco per partire. Il cervello sarà anche diesel ma la gola, figlia mia, è da Formula 1.
    - Bravissima per lo yogurt: intero o magro, non importa, ma con frutta fresca e/o secca aggiunta al momento. E un bel cucchiaino di miele, che fa sempre bene.
    La quantità di zuccheri in quelli "arricchiti" è scandalosa: dovrebbero chiamarli "dopati", per correttezza.
    Poi, la "finta maionese" e la tonnata allo yogurt sono davvero "una mano santa" per evitare l'oscena e peccaminosa quantità di grasso che la "vera" maionese tiene lì, impavida e sfrontata in serbo in attesa di diffondersi nelle vene e incagliarsi ad altezza cuore...
    Il "casco al tzatziki" mi fa piegare in due, ma il rischio è davvero quello.
    Quando si mangia l'aglio crudo, e io lo so bene, si forma quel tipo di fiato che riesci a sentire anche da te, quel bell'alone che allontana sì i tafani, ma anche il resto del genere umano.
    Il partner no, perché basta fargliene magnà la stessa generosa quantità e il pericolo è scampato.
    Com'era quel film? Ah, sì: "Amore tossico"...
    Il sistema sciarparossa dà una madre talmente leggera che la puoi lasciare incustodita in frigo per giorni, se ovviamente riesce a resistere alla ghiottoneria.
    Il problema è che per me sta diventando una droga: da un litro ogni due giorni sono passato a due... mi trasformerò in un enorme lactobacillo capitolinum e scivolerò per il quartiere divorando gli intolleranti (e non al lattosio...)
    Poi dicono che lo yogurt non faccia diventare acidi. Sento che mi sto già trasformando in Yomosessuale... Devo preoccuparmi?
    - Il carasau... che ti devo dire: lo amo senza riserve. È un pane paziente, che sta là e sa aspettare. Lo prendi e te lo sgranocchi, oppure lo ammolli o lo mescoli ad altre pietanze, e lui non si lamenta mai, anzi: è sempre buono e generoso.
    È il compagno ideale della vita, direi. Silenzioso come solo molti sardi sanno essere, costante nella sua prestazioni organolettiche, fedele nella qualità, sempre pronto come ogni pane ad accogliere qualsiasi companatico, ma senza sbrodolarsi e sdilinquirsi in mollichine, no: lui è un pane serio, altro che.
    Ad avercene di pani così a Roma! Ah...
    Pensa che una delle prossime ricette è proprio una sorta di lasagna!
    E sai una cosa? Io non so da dove veniamo o dove andiamo. Non lo so proprio.
    Ma so che a parlare m'è venuta una fame!...
    A presto

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