mercoledì 26 giugno 2013

Pizza, preciutto e fichi

Oggi, a pranzo...
 

La pizza è la Pizza Bianca Romana, che è un prodotto da forno e non da pizzeria.
Anticamente i fornai romani, per stabilire se il forno a legna avesse raggiunto la giusta temperatura per cuocere il pane, usavano come indicatore una striscia d'impasto che fosse semplice da infornare, senza l'ausilio di teglie, e che desse immediatamente l'indicazione della temperatura richiesta.
Non è una focaccia, quindi, ma una vera e propria striscia di pane; quindi: acqua, farina, malto, lievito, olio e sale grosso.
È un prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta) e che l'abbia assaggiata sa bene perché.
Ha una consistenza croccante in superficie e morbida, scioglievole, nella poca mollica all'interno.
Va condita solo con poco olio evo e grani di sale grosso.
E dentro, se proprio la si vuole farcire, ama la compagnia del preciutto.
E visto che siamo in periodo, anche dei fichi, spellati o anche no.
Prosciutto e melone? Tsé! Mddeché, mejo preciutt'e ffichi

Detto romano del giorno
levà la sete cor preciutto a quarcheduno 
farla pagar cara a qualcuno 
(...) me vô levà la sete cór preciutto. (da Trilussa, Poesie scelte) 
me la vuol far vedere
levasse la sete cor preciutto
agire in modo sconsiderato, che invece di risolvere una situazione la complica ulteriormente

Oggi ascoltiamo
Luigi Tenco - Ho capito che ti amo
http://www.youtube.com/watch?v=ZK1lcMfI3J0&feature=related

NOTE Linguistiche
1) Pizza, preciutto e fichi è da pronunciarsi come /'pitsa preʃjutte'ffiki/.
La c palatale (quella che suona /tʃ/ davanti a e o i) in Toscana e nel Lazio si pronuncia come /ʃ/.
E non si trascrive con sc, che invece è sempre doppia (pesce /'peʃʃe/).
Scivere lusce per "luce" è sbagliato, tanto in romanesco il grafema c dell'affricata /tʃ/ diventa (quasi) sempre la fricativa /ʃ/, a meno che la c non sia preceduta da consonante o da vocale lunga: er cielo /er'tʃɛlo/, annà a cecio /ann'a a'tʃe'ʃo/ (qui solo la seconda c è pronunciata /ʃ/).
Esercizio di pronuncia:
A frocio, 'sta cena me va a cecio, accenni la luce e dà 'n bacio ar micio...
 /a 'frɔʃo sta'tʃena me va:'tʃeʃo, attʃɛnni la luʃe e 'da 'nbaʃo ar'miʃo/.

10 commenti:

  1. Riccà, fa' caldo Riccà, tanto caldo, non ancora né, quindi a mi è caldo. E tu cori cori cori e io non riesco a starti dietro. Neppure al corsivo se è per quello!. ciao lau Pizza bianca, prosciutto e fichi non è antidepressivo, ma antirughe. Anche come dice Francoise sagan sui Bleus à l'ame. E tutti gli accenti a farsi benedire!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  2. Laulà, questo è l'unico modo per non farmi star dietro, visto che con la stazza non riuscirei neppure a fare il giro del palazzo... Anche a rm è caldo, e oggi di accendere fornelli non m'andava.
    La pizza preciutto e fichi è antidepressiva, antirughe e anti-tutto.
    Basta farci su una bella "fojetta" (mezzo litro) di vono bianco fresco.
    Ma con l'amarognolo della birra ci ho sentito sentore do fiori d'arancio... Allucinazioni gustative?
    Fichi allucoinogeni di Sonora (magari andavano leccati come i rospi, chissà...).
    Oggi sto bene così. Molto bene.
    Domani dioprovvede (si fa per dire, sempre, eh?)
    Ciauuu!

    RispondiElimina
  3. Riccardo, ma dààààài, luigi tenco!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Struggimento, languori lontani, ravanamento nei ricordi, (ravanare è come cassoela, osbus, cutulèta,resumada, poi te lo spiego). Mica pizza, presciutto e fichi. Scusi, pardon (paolo conte) www.youtube.com/watch?v=amTjN-fd UU0‎. Domani non correrò, domani non correrò, domani non correrò. domani non correrò. Ripetere fino allo sfinimento. Del domani. lau ps io quoto birretta e ciao peyote. quasi céréééééééééééééééééééa. quasi.

    RispondiElimina
  4. Lo struggimnto incombe, mica gli puoi soffiar sopra e lui si scansa... È la nube delle cose perse, di quelle mai avute, di quelle (la peggio) che non avrai mai. Incombe, ma subdola lancia il sasso e si nasconde. Ancora non sai quanto possa ravanare questo pelatazzo qui, cara lau.
    Allora, cerèa o no? O nè?
    Oddiobbono (si fa per dire) ma la ragazza è un'elettrona: mica si sa 'ndo sta: mó qui mó qua.
    Vai a Buenos Aires e sta sotto la Mole, e viceversa.
    Non si possono fermare le nuvole, e mi sa che nemmeno la Lau!

    RispondiElimina
  5. iomilanese-laura27 giugno 2013 19:00

    digiuno penitenziale? Sordità temporanea ai richiami sireneschi del frigo che è così vuoto da produrre una eco imperdibilebile-bile-bile? Tacciono i fornelli? Babà. sient'a mmé, se non ti prepara una ciotola come si deve, chiamami, scrivimi, insomma "non lo di' a nessuno, tientelo per te!" No, invece fammelo sapé! lau

    RispondiElimina
  6. Non pronunciare più, mai più, quella brutta parola, che nemmeno riesco a ripetere...
    Dig...o Oh, no, non posso!...
    Di sirene tesora mia ne ho a bizzeffe, in frigo, in panza e nella cervice, purtroppo.
    I fornelli, ahimé, non tacciono mai: cucinare è come fare l'amore, e se lo fai tutti i giorni fa solo bene.
    Solo, non fa troppo bene al girovita, a quanto pare.
    Babà non si può proprio lamentare, sai? Sono lo zio del gioco e delle cosette sottobanco, ma non ditelo alla padrona, eh? Shhh....

    RispondiElimina
  7. iomilanese-laura27 giugno 2013 23:51

    Eh già, Riccardo, sempre così! Ma perché non ci sono arrivata da sola!!!!!!!!!!!!!!!!!! La cena core a core, l'occhio languido, le paroline seduttive e invece, lui è già impegnato. Non è libero.Ha già affidato la sua vita a altri. Altro che pizza e fichi. Ops mi è proprio scappato. Mi hai così rintronato con la tua pizza bianca, fichi e preciutto, che oggi che non sembravo il coniglio di alice, sono stata quasi ferma, beh insomma, quasi. mi sono prodotta con vergogna. Ho stratificato la focaccia (pizza bianca) fichi neri (sto ancora gracidando e non puoi sapere quanto sia vero, vorrei avessi l'audio, é verooooo) e rullo di tamburi, mortadella! A mi si chiama bologna ma a bologna la chiamano mortadella. I misteri della cucina, come l'insalata russa, E birretta.'notte lau

    RispondiElimina
  8. Che splendore! Così si fa. Pizza fichi e mortazza (qui si dice così...) e annessa birretta!
    Come si dice: a una certa età gli uomini sono come i bagni pubblici: o impegnati o in pessime condizioni...
    Un'altra birretta, prego!

    RispondiElimina
  9. iomilanese-laura30 giugno 2013 20:00

    ma io, Riccardo, ehm, stavo riferendomi a Babà. Il pericolo della coda di paglia è l'autocombustione! Prost! lau

    RispondiElimina
  10. Ma figurati, tra un po' sto sui cinquanta! Altro che autocombustione ;-) Una supernova!
    Babà saluta e ringrazia.
    Proust!
    R

    RispondiElimina