lunedì 6 gennaio 2014

Red Velvet

Una volta era facile essere ignoranti, quasi una condizione ineluttabile, per la maggior parte dei casi.
Un po' l'analfabetismo diffuso, un po' la vita chiusa nella propria "municipalità", nelle proprie abitudini, in un mondo fatto di poche cose concrete.
Cosa si sapeva del mondo?  Quello che si vedeva nelle fiere e quello che ci si raccontava dai viaggi verso altre regioni, altri mondi, da cui si riportava l'acquerello sbiadito e colorato dei propri ricordi.
Dovevamo fidarci di quel che ci veniva detto, e basta.
Oggi essere ignoranti è una scelta, e non altro.
E non solo per via della televisione, che bombarda di una quantità di immagini e di informazioni finora inimmaginabili, ma soprattutto per lo sviluppo della Rete.
Posso imparare anche la lingua georgiana da casa mia, se voglio.
Quando mai avrei potuto farlo non dico cento ma almeno almeno cinquant'anni fa?
Certo, come sempre ci vuole capacità di discernimento, un minimo di sorveglianza critica, un occhio un po' torvo che non beva tutto quel che legge.
E comunque, senza la Rete non saprei nemmeno la metà di quel che so, almeno in campo culinario.
Chi avrebbe mai sospettato che anche gli Americani, sì gli eterni bambinoni dei nostri stereotipi, avessero anche loro dei dolci deliziosi?
La pancake è solo l'esempio prossimo, che tutti possono aver avuto modo di verificare.
Ma le torte, be', le torte sono diverse, molto diverse dalle nostre.
Intanto sono figlie dirette della Quattro quarti, quindi una "pasta morbida", come si dice: burro a crema, quindi zucchero, uova e farina.
Compatte, umide, poco spugnose, già ben saporite di loro senza bisogno delle bagne e delle creme con cui noi europei, e in special modo noi italiani, amiamo farcire i nostri Pandispagna.
Certo, bisogna distinguere e saper scegliere. A gusto nostro non tutto va bene.
Nella peggiore delle ipotesi ci si ritrova con un pezzo di spugna da fioraio ricoperta da un manto di zucchero fondente alto così. Tanta scena e poca sostanza.
Ma qualche volta la sostanza c'è.
La Red velvet è uno di quei casi in cui si dice, a bocca piena, però... chi l'avrebbe mai detto?
Una torta burrosa e compatta ma non stucchevole, con una farcitura industriale (da industria casearia) di panna, mascarpone e formaggio...
Sì detta così fa impressione, ma a vederla sembra innocua:


No? L'unico modo per sincerarsene è provarla.
E la Rete, in questo ci aiuta, perché pullula di ricette di Red velvet, che è una vera e propria istituzione dolciaria statunitense.
Wiki, neutrale come sempre, dice che "a Red Velvet Cake is a cake with a dark red, bright red or red-brown color. It is usually prepared as a layer cake somewhere between chocolate and vanilla in flavor, topped with a creamy white icing. ", e il sito Joy Of Baking esordisce con un: "A Red Velvet Cake is very dramatic looking with its bright red color that is offset by a creamy white frosting. "
Come non esserne rapiti?
Come non restare folgorati da quel dramatic (che da bravo false friend significa in realtà spettacolare, istrionico, sensazionale)?
Come non farsi venire la curiosità, la smania e la frenesia di provarla?
Le tentazioni non fanno per me, lo so già, quindi dopo una spiluccante ricerca tra le pagine web ho constatato che tra le decine di ricette presenti la maggior parte fanno capo soltanto a un paio di varianti.
Quella che da noi, nei siti in italiano, è rimbalzata più volte, è proprio quella dell'ottimo Joy Of Baking, che spiega per filo e per segno l'esatta procedura da seguire.
E spiega anche come in passato, essendo disponibile un cacao "Dutch Processed" più alcalino, bastava la reazione acida data dal poco aceto e dal latticello a far risaltare l'antocianina del cacao, rendendo l'impasto d'un rosso ben pronunciato. Oggi si usano i coloranti alimentari (sì, che adoro in modo smodato, senza se e senza ma), visto che il cacao disponibile rende la torta solo più marroncina, non certo un velluto rosso...

Red Velvet
per 2 teglie da 20 cm di diametro
125 g    burro
200 g    zucchero
250 g    farina
250 g    latticello (1)
3           uova (medie, oppure 2 grandi)
1 bustina di lievito
5 cucchiai di colorante rosso (2)
Lavorare a crema il burro morbido. Deve risultare ben spumoso.
Aggiungere lo zucchero e amalgamare bene, quindi le uova, una a una, lasciandola assorbire prima di aggiungere la successiva.
Unire il latticello (1) e il colorante rosso.
Per ultimo la farina e il lievito.
Versare il composto in de teglie imburrate e infarinate e cuocere a 170° per mezz'ora.
Far raffreddare e togliere dallo stampo.
Per facilitare il taglio delle torte e la loro farcitura si consiglia di far riposare in frigo qualche ora, o anche un'intera notte.

(1) Il latticello, o "latte del burro", è un latte fermentato con batteri probiotici, e non è un ingrediente molto conosciuto qui da noi. Joy Of Baking suggerisce di farselo in casa aggiungendo un cucchiaio di aceto bianco (distillato, di sidro) o succo di limone a una tazza (250 ml) di latte; quindi lasciar riposare questa miscela 5-10 minuti prima di utilizzarla.
Nei siti nostrali il latticello è sostituito da una miscela di:
125ml    latte
125ml    yogurt
Far riposare per 15-20 minuti prima di utilizzare. E così ho fatto.

(2) Qui bisogna dire che se si utilizza il cacao (ne bastano15 g) si deve aggiungere anche:
1 cucchiaino     aceto
1 cucchiaino     bicarbonato
In tal caso usare solo 2 cucchiai di colorante rosso.
Ma so per certo che così facendo, con i nostri ingredienti, non si ottiene un risultato soddisfacente.
Per cui, via il cacao e la mistura aceto e bicarbonato (che, abbiamo visto, servono solo per accentuare l'antocianina del cacao) e utilizzare direttamente i coloranti alimentari.

Farcia per Red Velvet
Dice Joy Of Baking che questa ricetta è una rielaborazione di quella tratta da "The Waldorf - Astoria Cookbook" di John Doherty.  E come non cedere alla tentazione di fronte alla parola magica?
No, non Abracadabra, ma "mascarpone".
Non è una poesia? Non riempie la bocca già di suo?...
Quindi:
250g    mascarpone
150g    zucchero a velo
250g    formaggio cremoso (il nostro Amorfraterno, per intenderci)
400g    panna montata
Lavorare a crema il mascarpone e l'Amorfraterno con lo zucchero a velo, quindi unire la panna montata.
Con delicatezza, non con i soliti gesti da camalli a cui siamo abituati.
Parlo per me, ovviamente: chi legge ha la leggerezza di un'ala di farfalla e la soavità d'un petalo di gelsomino...
Tagliare le torte a metà e iniziare a farcire il primo strato con qualche cucchiaio di crema mascarpannamorosfraterna.
Sovrapporre il disco successivo e continuare la deliziosa trafila fino all'ultimo strato, quindi spalmare la farcia sulle pareti e sulla superficie del dolce.
Un'accortezza: si consiglia di utilizzare due attrezzi diversi, uno per prendere dalla ciotola la crema e portarla sul dolce, l'altro (una spatola da pasticceria) per distribuirla in modo uniforme lungo le pareti e la superficie della torta.
Questo per non ritrovarsi la farcia imbevuta di briciole "che inevitabilmente, per sua natura perderà" la torta.
E bagnare spesso la lama della spatola con acqua calda: sarà più facile stendere in modo omogeneo la crema.


E lo dico forte e chiaro: non voglio sentire la parola "dieta" (orribile, orribile) per almeno una settimana!

Poesia romana del giorno

Lo Specchio
Uno Specchio diceva a la Credenza:
- Quant'era mejo se restavo un vetro
limpido e puro, senza
'sta vernice de dietro!
Uno de queli vetri, fatte conto,
incorniciati in certe finestrelle,
che vanno a foco all'ora der tramonto
per aspettà le stelle,
e fanno da vetrina
ar Sole che rinasce ogni matina.
Invece, èccheme qua! De tanta gente,
sia giovene sia vecchia,
che me passa davanti e me se specchia,
che ce rimane? Gnente.
La vita mia nun è che un'illusione:
rifletto, ma nun penso: e se me tocca
de di' la verità senza aprì bocca
nun trovo un cane che me dà raggione.                                                             

Trilussa

Oggi ascoltiamo
Franco Battiato - La cura
http://www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc
Meravigliosi versi d'amore quei: "ti proteggerò dai timori delle ipocoondrie".
Non dalle ipocondrie in sé quanto dai timori di queste...

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